
(Il mare è in burrasca, una nave lontana combatte tra i flutti per non inabissarsi. Il TOTANO RIFLESSIVO alza la testa dall'acqua e vede il suo dimenarsi e difendersi). IL TOTANO RIFLESSIVO: ?Non capisco se la nave è in pericolo perché il mare è agitato o se il mare è agitato perché la nave è in pericolo?.
Sipario
Karl Jaspers
[...] Da ultimo c’è il naufragio; lo dimostra l’orientazione nel mondo che inesorabilmente si attiene ai fatti. [...] Per l’orientazione nel mondo, il mondo in quanto esserci naufraga, perché in sé e da sé non si lascia comprendere; [...] Nella chiarificazione dell’esistenza naufraga l’inseità dell’esistenza: infatti là dove sono propriamente me stesso, non sono solamente me stesso. [...] Se dunque il naufragio, a cui io mi abbandono a piacere, è solo il nulla vuoto, allora il naufragio che mi coglie, quando ho fatto veramente di tutto per evitarlo, bisogna che non sia solo naufragio. Allo stesso modo, io sperimento l’essere quando nella sfera dell’esserci ho fatto quello che potevo per difendermi; e analogamente, quando, come esistenza, rispondo completamente di me, e da me tutto esigo, ma non posso sperimentare l’essere quando, nella coscienza della mia nullità di creatura di fronte alla Trascendenza, mi abbandono alla caducità propria dell’essere creatura.
(K. Jaspers, Metafisica, trad. a cura di U. Galimberti, Mursia, Milano 1972, pp. 348-350, 352-53)
Ode della mazzacogna Alcuni giorni fa perdevamo ore da dedicare a qualcosa di più fruttuoso davanti al T.P. (sempre meglio della TV). Inavvertitamente, non ricordo chi, fece echeggiare nell'aria il quesito: ?Cos'è il teteto?? Noi, imberbi ignorantoni, non sapevamo che totani pigliare, i saggioni dall'altra parte risposero, con un leggero schifio a noi indirizzato: ?E' 'o puorc!? Partì da questa minima scintilla vocabolaristica un'orda infernale di termini arcaici tipicamente gaianesi che mi procurarono un discreto mal di cistifellea. ?Sai cos'è 'o rucign??, ?Qual'è 'a differenza tra 'o varil e 'a varrecchia?? ?A che serve 'a purzunell'?? ?Qual è l'altro significat 'ra pesc'??.
Se non si può spezzare il pane né addentare la pagnotta, basta tagliare delle fettine con un coltello.
Sempre raro in me fu 'l raffermo frolle,
El tristo pepe, che da tanta parte
l'infimo mercante al lardo include
e l'opimo libante al lardo esclude.
Ma pendendo fecondo, in guainati
Sazi nella budella, m'avran mani d'
Assensi, e procacissime diete.
Io nel boiler mi ficco; ove per poco
Il cor non si combura. E su me il vento
Odo lambir il mio piccante, io cheto
Insaccato assenzio a mezza noce
Vo comparando: e mi sovvien lo sverno,
E le stagionature, e la presente
siva, e il buon di lei. Così tra questa
Voracità s'aggrega il giacer mio:
E il mantecar m'è dolce in questo sale.
Per tutti quelli che per andare a letto bevono infusi di camomilla
e per svegliarsi usano la sveglia.
Fra non molto sponsorizzeranno la sveglia intelligente.
Nata da un progetto di un gruppo di ragazzi di un'Università Americana, monitorerà i ritmi psicofisici del nostro sonno, che le saranno inviati wirless da un dispositivo installato in un comune orologio da polso.
Questa nuova sveglia, infatti, si attiverà non più ad un'orario fisso ma in una fascia oraria prestabilita nella fase dettata dal nostro bioritmo di inattività dei sogni, che è stata stimata verificarsi ciclicamente approssimativamente ogni ora.
Addio alle nostre attuali sveglie stupide. Con la speranza che le nuove sveglie non siano intelligenti come gli ordigni bellici, ci conforta solo l'odore della camomilla selvatica nell'aria della sera.
A quando la camomilla intelligente?
Serve a poco il tentativo di preservare una civiltà constituita; l'iniziazione riservata al sesso da parte della nostra società, subisce la sua essoterizzazione col soppiantamento nella nuova cultura del porno. Le diverse specie di esseri umani costrette a integrarsi, a interfacciarsi, corrispondono il senso di rassegnazione del loro eufemistico condividere.
A volte capita che l'amo resti impigliato nella rete. A volte i pesci riflettono e se ne tengono lontani. In tutti e due i casi, per gli amici pinnuti, è la -benaugurata- salvezza! Allora, scampati allo spaventoso pericolo, resisi conto di essere più liberi di quanto non credessero, continuando a riflettere, iniziano a esprimersi nel loro linguaggio muto che solo tra loro possono udire dato che esige un'ascolto altrettanto muto.
A volte capita anche che una delle loro frasi venga racchiusa in una bolla d'aria sommersa che risale verso la superficie. A volte qualche bolla, venendo a dischiudersi sullo specchio di riflessione delle acque può permettere quell' ascolto anche a noi.
Tutti i popoli si scambiano quello che tengono.
Chi la corda, chi i cerini, chi la legge e la democrazia.
Resta il fatto che il mondo girà e quello che era tuo,
un giorno te lo renderò.
Cistifellea.
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Chi ha ucciso Pasolini? Dopo trent’anni di grottesco silenzio-assenso ritorna uno dei misteri più chiari della storia d’Italia. Un ridicolo menage in cui si cerca di coprirsi gli occhi per non vedere che Pasolini è stato ucciso da tutti quelli a cui sono giunte le sue parole. Parole troppo nuove, troppo vere, troppo dolorose per non ammazzare un uomo. Pasolini muore quando dice che Pelosi ed i giovani come lui creano nel suo animo “una cessazione d’amore”, che non da luogo ad odio, bensì a condanna. Condanna di intere generazioni che si avviavano a diventare, come poi è profeticamente successo, dei mostri. “I mostri che sono ormai i nostri figli”, diceva, “hanno assunto un aspetto fisico quasi terrorizzante, e quando non è terrorizzante, è fastidiosamente infelice”. Pasolini ha visto quelle maschere che sono i giovani oggi, maschere di un’ iniziazione barbarica squallidamente omologante, oppure maschere di un’ integrazione diligente e cosciente che non fa alcuna pietà. Il conformismo aggressivo stava appena aprendo le fauci, ci siamo finiti dentro, siamo stati masticati e sputati fuori brutti, infelici, senza vita. Pasolini è stato ucciso quando afferma: “La Politica del potere è un nulla ideologico-mafioso”. Quale miglior modo per descrivere la realtà italiana contemporanea, in cui perduto ogni riferimento ideologico-valoriale, l’unica ecumenizzazione possibile può modellarsi sulle forme necessitate da un riferimento al Potere Economico reale, cioè il nuovo modo di produzione e la sua implicita ideologia edonistica. Qui c’è tutto Berlusconi e tutta la massa devota alla cultura del consumo. Pasolini muore quando dice che la droga è un surrogato della cultura, che occupa il vuoto culturale interiore di singoli individui, che decidono di non vivere qui ed ora ed accelerano tempo e spazio col surrogato culturale della droga. Pasolini muore quando denuncia le colpe del futuro: la tecnologia così sviluppata non ha portato che selvaggi disastri ambientali, ecologici, urbanistici, il progresso ha creato una massa depauperata e degradata dal punto di vista umano, la laicità è diventata discorso laido della televisione, il decentramento si è trasformato in cinica copertura per sottogoverni tangentizi e mafiosi, la vecchia cultura è sostituita con una nuova livellatrice, degradante, volgare. Pasolini muore quando capisce cosa siamo diventati e ce lo sputa in faccia crudo e freddo come solo i grandi uomini sanno fare.
Cistifellea
Carlo Michelstaedter
Un peso pende ad un gancio, e per pendere soffre che non può scendere: non può uscire dal gancio, poichè quant'è peso pende e quanto pende dipende. Lo vogliamo soddisfare: lo liberiamo dalla sua dipendenza; lo lasciamo andare, che sazi la sua fame del più basso, e scenda indipendente fino a che sia contento di scendere
(Carlo Michelstaedter, La Persuasione e la retorica, Adelphi)
svisti e mal-visti
ovvero film,
telefilm e/o prog. tv
che si è visti male,
che non si è visti,
o che si è pensato
di vedere!
A TUTTI I LETTORI: ABBANDONATE IL PC E METTETEVI ALLA VISIONE DI ITALIA 1 IN QUESTO MOMENTO CHE STA INIZIANDO QUELLO CHE SECONDO ME E' UN MEGA FILMONE COMICO A GIUDICARE DALLE PRIME BATTUTE, ECCO, VEDIAMO IL TITOLO, SI CHIAMA ... ... ... RESIDENT EVIL